Una scelta consapevole

Capita a volte di innamorarsi di una strada da percorrere. Succede di ricevere qualcosa in regalo da bambino ed esserne condizionati per buona parte della vita. Se poi quel regalo l’abbiamo ricevuto dai nostri genitori come suggerimento per il futuro prossimo, la miscela può essere esplosiva. Il suggerimento diventa la strada da percorrere, e se lo dice un genitore non può che essere la strada più corretta.

Capita di percorrere buona parte della propria vita seguendo un obiettivo. Ogni giorno ci si ripete “se mi venisse data la possibilità non perderei l’occasione, mollerei tutto e mi ci tufferei”. Capita anche che questa aspettativa venga soddisfatta. E poi…può succedere che il velo si apra e che quello che abbiamo inseguito fino a quel momento perda di sapore e che si schiuda una nuova realtà, un interesse nascosto, ma che si fa strada in modo prorompente…

Ammetto di aver iniziato a scrivere questo articolo e di essermi fermato qualche giorno non sapendo come andare avanti. Poi come da manuale, è arrivata la lettura adatta mentre ricercavo altro materiale. La risposta è arrivata studiando le basi dell’astrologia, approfondendo la conoscenza di C.G. Jung, degli archetipi e del pensiero analogico. Durante queste letture mi sono imbattuto nello studioso, filosofo e psicologo, James Hillman, fondatore della Psicologia degli Archetipi.

Hillman nel suo libro “Il codice dell’anima” scrive :

Ciascuna vita umana di giorno in giorno progredisce e regredisce, e noi vediamo svilupparsi svariate facoltà e le osserviamo decadere. E tuttavia l’immagine innata del nostro destino le contiene tutte nella compresenza di oggi ieri e domani. La nostra persona non è un processo o un evolversi. Noi siamo quell’immagine fondamentale, ed è l’immagine che si sviluppa, se mai lo fa. Come disse Picasso: «Io non mi evolvo. Io sono».

Tale, infatti, è la natura dell’immagine, di qualunque immagine. L’immagine è presente tutta in una volta. Quando guardiamo una faccia di fronte a noi, o una scena fuori dalla finestra o un quadro alla parete, noi vediamo un tutto, una Gestalt. Tutte le parti si presentano simultaneamente. Non c’è un pezzo che ne causa un altro o che lo precede nel tempo. Non ha importanza se il pittore ha inserito le macchie rosse per ultime o per prima, le striature grigie dopo un ripensamento o come struttura iniziale, o se magari esse sono segni residui di un’immagine precedente rimasti sulla tela: ciò che vediamo è esattamente ciò che c’è da vedere, tutto in una volta. E’ così anche per la faccia che ci sta di fronte: carnagione e lineamenti formano un’unica espressione, un’immagine sola, data tutta insieme. Lo stesso vale per l’immagine dentro la ghianda. Noi nasciamo con un carattere; che è dato; che è un dono, come nella fiaba, delle fate madrine al momento della nascita.

[…] Prima della nascita, l’anima di ciascuno di noi sceglie un’immagine o disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve un compagno che ci guidi quassù, un daimon, che unico e tipico nostro. Tuttavia, nel venire al mondo, dimentichiamo tutto questo e crediamo di essere venuti vuoti. E’ il daimon che ricorda il contenuto della nostra immagine, gli elementi del disegno prescelto, è lui dunque il portatore del nostro destino.

Alla maniera di Hillman, possiamo ipotizzare, che proprio tale, a volta “scomoda” impronta è l’impulso che ogni essere umano possiede per cercare di “formarsi” e “trasformarsi” attraverso questo processo di apprendimento che è la vita, la quale si compone delle nostre scelte. E’ il nostro daimon, secondo questa concezione, che ci indirizza nelle scelte importanti della vita. Diciamo che ci apre a prospettive diverse, sopite fino a poco prima.

Quello che trovo ancora più interessante è l’analogia tra il daimon e il carattere espresso nel nostro tema natale, ossia l’ oroscopo al momento del nostro primo respiro.

L’Astrologia, permette di scoprire come i principi primi o archetipi, rappresentati dai pianeti e la loro posizione nel cielo al momento di un qualsiasi evento, si esprimono in un individuo determinandone la personalità, le potenzialità, i limiti, la meta evolutiva. La posizione dei pianeti-miti nell’oroscopo crea il seme-impronta della nostra anima al momento della nascita.

Come scrive Thorwald Dethlefsen in”Destino come scelta” :

La costellazione rappresenta il compito dell’uomo, essa non è in se stessa nè buona nè cattiva, nè positiva nè negativa, e dall’uomo richiede semplicemente di essere trasferita nella realtà, perchè soltanto in questo modo può essere risolta.

E’ importante quindi imparare ad ascoltare il nostro daimon, in modo da poter trasferire nella realtà quello che ci vuole suggerire. L’astrologia, come scienza antica, è un valido aiuto per entrare in contatto con le nostre potenzialità. Un ottimo strumento per comprendere quali principi è bene imparare durante la nostra esistenza, è soddisfare il più possibile i propositi della nostra anima.

Potete approfondire l’argomento leggendo questo articolo

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