Il nostro scopo di vita

In questi giorni, durante la preparazione del seminario Destino come scelta, mi sono trovato a ragionare sul concetto di scopo di vita, ossia il motivo per cui siamo venuti al mondo. Ognuno di noi ha infatti un programma da seguire, un carattere e una personalità con la quale fare i conti, e una realtà da creare di conseguenza. Accomunando l’idea di scopo con quella di obiettivo possiamo seguire la definizione che ne da Salvatore Brizzi nel suo libro Officina Alkemica:
“Un essere umano è veramente tale in virtù del suo obiettivo. E’ l’obiettivo ad avere l’uomo, e non l’uomo ad avere l’obiettivo. Noi siamo unicamente gli strumenti fisici utilizzati dall’Universo per raggiungere i suoi obiettivi. Ognuno di noi esiste per portare a compimento qualcosa, non per uno strano scherzo del destino. Una buona pratica, per non rischiare di percepire la nostra esistenza come ‘una vita a caso’ è quella di decidere a quale obiettivo dedicarci in questo momento e tenerlo sempre bene a mente. Non dobbiamo mai temere che possa non essere quello giusto. […] Non c’è un modo per essere sicuri, si tratta di provare. […] Con il passare del tempo può darsi che l’obiettivo cambi, ma i nostri continui sforzi di focalizzarci su un unico scopo fanno si che ogni nuovo obiettivo sia sempre più in sintonia con l’Obiettivo per cui la nostra anima è scesa sul pianeta. […] Chi ha uno scopo nella vita traccia la strada […]“
Per capire ancora meglio il significato di questi paragrafi faccio riferimento ad una frase scritta dallo stesso autore nel libro Rinascita Italica:
“Tu sei il tuo obiettivo e il tuo obiettivo giustifica la tua esistenza su questo pianeta. In ultima analisi, l’uomo verticale, è la cristallizzazione spaziotemporale d’uno scopo, qualcosa che sta nel mondo delle idee e che lui contribuisce a incarnare sul piano materiale. La sua unica libertà sta nel trovare e portare a termine questo scopo”.

Lo scopo è quindi qualcosa che incarniamo e nel quale siamo immersi. Considero la difficoltà del riconoscere il nostro scopo, come quella di renderci conto della presenza dell’aria che respiriamo. Finchè non ci manca il fiato per noi è normale inspirare ed espirare e potremmo benissimo vivere senza sapere dell’esistenza dell’ossigeno. E’ importante comprendere che più lavoriamo su noi stessi, per ripulire i condizionamenti che ci offuscano la vista dalla verità delle cose, e per renderci conto dell’essere un’anima all’interno di una macchina biologica, più ci avviciniamo allo scopo della nostra esistenza. Inoltre percorrendo la strada della consapevolezza porteremo il nostro carattere e la nostra personalità ad un’Ottava Superiore, ossia uno strumento adatto a seguire l’elevato scopo dell’anima.

Credo che qualsiasi tipo di lavoro di crescita personale, o di miglioramento delle performance, non possa prescindere dalla fondamentale ricerca del nostro scopo primario.

Nella mia esperienza personale, per avvicinarmi sempre più allo scopo della mia esistenza, cerco di seguire ciò che più mi rende felice in quanto anima, attraverso i canali della minor resistenza e della semplicità, osservando le mie emozioni e rimanendo il più possibile nel presente.

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