Fotosintesi alchemica

La mia amica Irene Menis (www.irenemenis.it), è solita iniziare i suoi corsi di Psych-k leggendo un brano tratto dal libro On Becoming an Alchemist dell’autrice Catherine MacCoun. Il brano in questione è una delle più chiare metafore che ho ascoltato sul significato dell’essere un alchimista moderno. L’autrice paragona l’ alchimista ad una pianta, la quale attraverso la fotosintesi clorofilliana, trasforma CO2 (materia di scarto) in glucosio (nutrimento), rilasciando Ossigeno nell’atmosfera (essenziale per la vita), attraverso la mediazione della clorofilla e in presenza di Luce Solare. E proprio come una pianta verde l’essere umano dotato di Forza di Volontà, ha la possibilità di trasmutare il nostro principale materiale di scarto, le emozioni negative (Paura), in energia vitale e nutrimento, l’ Amore, grazie al proprio Sole interiore.

Come viene spiegato chiaramente nei libri Zero Limits di Joe Vitale e in Risvegliare la Macchina Biologica di Salvatore Brizzi, entrambi libri preziosi, per modificare e guarire la realtà esterna dobbiamo rivolgere l’attenzione dentro di noi; attuare una Fotosintesi Alchemica significa trasformare energia emozionale a bassa vibrazione in energia ad alta vibrazione, utilizzando il nostro corpo come trasmutatore…proprio come fa una pianta. Per fare questo però è indispensabile che ci prendiamo la responsabilità al 100% di tutto ciò che si manifesta nella nostra vita. Totale responsabilità nella nostra vita significa che tutto in essa, semplicemente perchè è nella nostra vita, è di nostra responsabilità. In senso letterale, il mondo intero è una nostra creazione. L’alchimista prendendosi la totale responsabilità di ciò che accade all’esterno, si rivolge al suo interno per ripulire qualsiasi cosa abbia provocato il problema o la situazione esterna di difficoltà. Grazie a questa consapevolezza, l’individuo lavora su se stesso, considerandosi parte dello stesso programma nel quale si è creato il problema esterno, chiedendosi “Cosa sta succedendo in me che provoca la manifestazione esterna?” oppure “Cosa sta succedendo in me che fa si che questa persona mi dia fastidio?”. Non è poi necessario rispondersi alla domanda, ma semplicemente iniziare a ripulire attraverso la preghiera derivante dall’antica pratica hawaiana dell’ Ho’ponoponoTi amo, mi dispiace, ti prego perdonami, grazie“, chiedendo all’ Amore di correggere gli errori – cristallizzazioni subconsce – dentro di noi.

Vi riporto un brano dal libro Zero Limits, scritto da Joe Vitale con il fondamentale contributo del dott. Ihaleakala Hew Len, psicoterapeuta che tra il 1984 e il 1987 trasformò un’ ospedale psichiatrico di alta sicurezza delle Hawaii, da luogo invivibile a struttura di vero recupero, attraverso la pratica dell’ Ho’oponopono – Lo scopo della vita è di tornare all’Amore, in ogni momento. Per realizzare questo scopo, l’individuo deve riconoscere di essere responsabile al 100% della creazione della sua vita per quello che è. Deve riuscire a vedere che sono i suoi pensieri a creare quello che la sua vita è in ogni momento. I problemi non sono le persone, i luoghi e le situazioni, ma i pensieri che abbiamo su di loro. Si deve arrivare a capire che non esiste affatto un “là fuori”.

Ecco alcuni suggerimenti pratici per iniziare il processo di Fotosintesi Alchemica

- osservate i vostri comportamenti fino a quando non vedete delle ripetizioni (scrivete su un diario)
-osservate la realtà esterna: rappresenta l’insieme delle vostre scelte…quindi lo specchio di ciò che siete stati fino ad ora(che cosa riflette? prendete nota senza giudizio)
- alla successiva ripetizione usate la forza di volontà e cambiate l’azione…state cambiando il corso degli eventi
- cercate di non identificarvi con l’emozione negativa e sforzatevi di non manifestarla (è come evitare di fumare in faccia a chi vi sta vicino)
- non lamentatevi (ci vuole una forza sovraumana)
- guardate al mondo come fosse una estensione della vostra coscienza. Dove fate resistenza state rifiutando una vostra parte nascosta
- ripulite, ripulite, ripulite attraverso la pratica dell’ Ho’ponopono.

Ti amo, mi dispiace, ti prego perdonami, grazie.

Helios

Social Share Toolbar

La vita come IO la voglio

Sono nato in una famiglia in cui il posto fisso è sempre stata la base della sopravvivenza e una condizione da difendere.

Una madre che ha iniziato la sua carriera lavorativa come impiegata alla mensa Fiat, femminista convinta e sindacalista, che giocò la sua partita a scacchi con la vita iscrivendosi alla facoltà di Scienze Politiche quando ormai aveva quasi quarant’anni e tre figli, vincendo un concorso come impiegata comunale, e riuscendosi a laureare appena un anno prima che un cancro la portasse via. Ricordo mia madre come una guerriera, che per raggiungere molti dei suoi obiettivi però, dovette combattere contro i mulini a vento.

Un padre rivoluzionario post sessantottino, bocciato all’esame di maturità di perito tecnico per aver litigato con un professore della commissione, dovutosi adeguare ad un posto da magazziniere in una ditta di informatica perchè per lui il posto fisso era, tutto sommato, il modo migliore per crescere una famiglia, fino ad arrivare alla cassa integrazione a cinquantacinque anni e forse alla pensione. A causa di questa convinzione, frutto della società, non ha potuto sviluppare i suoi interessi fino in fondo. Un guerriero chiuso in gabbia. Ringrazio mio padre per la fiducia che ha sempre riposto in me e che continua a riporre, nonostante i miei esperimenti di vita.

Hanno sempre cercato di esprimere il meglio, in base a ciò che la loro visione del mondo gli permetteva.

Adeguandomi a questo schema ho iniziato la mia vita lavorativa cercando di raggiungere il posto fisso e a tempo indeterminato senza valutare veramente altre alternative.
Durante l’università trovai la mia sistemazione in un call-center, come molti della mia generazione, seduti (fisicamente e simbolicamente) come polli in batteria. Identificato nel ruolo che mi era stato assegnato, mi sforzai di diventare idoneo alle richieste dell’azienda, riuscendo a salire di un gradino della scala gerarchica e raggiungendo l’ambitissima posizione di assistente di sala. Sempre molto orientato all’obiettivo, mi sono laureato in Scienze dell’ Amministrazione a ventotto anni, lavorando otto ore al giorno e con già due figli al seguito. Mai soddisfatto della mia condizione lavorativa, cercavo di cambiare ambiente usando sempre gli stessi schemi di guerriglia imparati da mia madre. Insistevo nel conseguire quelli che credevo fossero i miei obiettivi, muovendomi come nelle sabbie mobili. Impegnandomi fino a tarda sera davanti ad un pc cercavo di imparare i segreti del webmarketing e del SEO, l’arte del posizionamento sui motori di ricerca, affascinato da Internet come immensa fonte di informazioni.

Risultato: continuavo a correre sulla mia ruota da criceto senza la possibilità di fare uno scalino in più.

Per fortuna la vita è sempre pronta a tenderci una mano. Nella partita tra i nostri progetti e quelli che la vita ha in serbo per noi…senza dubbio vince la vita. Grazie all’aiuto dei miei figli iniziai a capire quali fossero le mie reali priorità. Acquisendo magicamente il loro modo di vivere la quotidianità, ho iniziato a riprodurre i loro schemi di bambino. Presenza e Amore. Cominciai a intravedere qualcosa di diverso per me e per la mia famiglia. Qualcosa che potrei chiamare Felicità. E’ stato come risvegliare una nuova modalità di vita. Lo scopo della giornata non era più quello di essere produttivo, ma quello di arrivare a sera con la giusta energia per poter sostenere l’immensa esuberanza dei miei figli. Nei loro occhi vedevo una sola richiesta: “papà seguici, gioca, non usare il cervello, ma il Cuore quando ti rivolgi a noi“.

Utilizzare il Cuore come organo da cui vedere il mondo, è quello che ho iniziato a fare da quattro anni a questa parte. E la mia vita è cambiata. Ho deciso che il mio scopo nella vita è quello di essere Vivo e Felice, nonostante le difficoltà che possono insorgere sul cammino. Abbandonata volontariamente la mia Zona di Comfort del posto fisso a tempo indeterminato, ad oggi la mia professione è quella di Facilitatore del cambiamento, attraverso strumenti come Psych-k, Access Bars e Alchimia trasformativa (grazie ai quali ho facilitato prima di tutto il mio cambiamento). Aiuto mia moglie Daniela nel gestire l’Erboristeria che abbiamo fatto nascere insieme due anni fa. Ma ciò di cui vado più fiero, è sapere di essere un padre più sereno, disponibile e presente per i miei tre figli Giorgia, Gabriele e Gaia (ancora deve nascere, ma già si fa sentire).

Ho trasformato quello che pensavo fosse il Fine verso cui dirigersi, a Mezzo da utilizzare per la mia soddisfazione; e solo in questo modo tutto ciò che ho imparato negli anni ha iniziato ad avere un valore.

Non è il lavoro a dover essere a tempo indeterminato, ma la nostra Fiducia verso il futuro.

Con l’occasione vi ricordo l’appuntamento con il quarto incontro del ciclo “Il mondo al Contrario“, Venerdì 11 Ottobre alle ore 21 presso l’ Erboristeria Natura e Psiche, in via Torino 57 a Caselle T.se. Alla serata sono caldamente invitate anche persone che non avessero seguito gli incontri precedenti. Per maggiori info potete consultare la presentazione delle serate seguendo questo link

La vignetta che riporto qui di seguito è stata scritta da Bill Watterson e disegnata da Gavin Aung Than. La striscia originale è pubblicata qui http://zenpencils.com/comic/128-bill-watterson-a-cartoonists-advice/

Social Share Toolbar

PSYCH-K® E OSSERVAZIONE DELLA REALTA’

L’osservazione quotidiana della nostra realtà, può aiutarci nell’indagine alla scoperta dei condizionamenti presenti nella nostra mente subconscia. Come ho spiegato in diversi altri articoli precedenti, la realtà in cui viviamo ci mostra nostri meccanismi/programmi che per anni sono rimasti nascosti nel subconscio, e la sua osservazione è il modo più diretto che abbiamo per portarle a livello conscio. La realtà è la proiezione del nostro inconscio; o meglio è la proiezione del nostro passato che dobbiamo imparare a gestire nel nostro presente. Il compito di “osservatori” è da una parte quello di saper gestire ciò che abbiamo costruito, e dall’altra modificare ciò in cui crediamo affinchè il nostro passato non continui a perpetuarsi anche nel futuro. Osservando i nostri comportamenti e stati d’animo ricorrenti possiamo riconoscere i nostri condizionamenti, i quali si nascondono in quelle che noi vediamo come difficoltà nella vita.

Per esempio, un musicista che non riesca ad esprimere completamente la sua abilità a causa della flessibilità della sua mano, potrebbe pensare per analogia che se riuscisse ad essere più flessibile nella vita, la sua espressione musicale ne verrebbe potenziata. Inoltre il fatto di non esprimersi appieno potrebbe essere un alibi, per non mettere in campo tutte le sue qualità e “risparmiarsi”. Allo stesso modo un ballerino che avesse difficoltà con qualche figura potrebbe trovare analogie varie nel suo passato e in altri ambiti della vita.

Psych-k®, attraverso una delle sue procedure più efficaci, ci permette di far emergere uno o più messaggi che si nascondono dietro una situazione ricorrente, che sia una difficoltà riscontrata in ambito quotidiano, un sintomo o una serie di circostanze apparentemente slegate tra loro. Questo fa si che il nostro compito di osservatori venga facilitato. In più grazie a Psych-k®, una volta compreso il messaggio, sarà possibile trasformare la vecchia credenza limitante in una credenza che potenzi le nostre abilità.
Social Share Toolbar

Cambiamento

Che cosa vuol dire cambiamento? Come ci approcciamo al cambiamento? Ogni attimo della nostra vita effettuiamo cambiamenti senza esserne consapevoli. Le continue scelte, fruttuose o infruttuose che si rivelino, portano a una modificazione del nostro essere. Eppure ne siamo sempre alla ricerca. Ricerchiamo qualcosa che modifichi in meglio la nostra situazione di vita e ci permetta di dire “Ah, finalmente sono arrivato”. E’ importante comprendere che il cambiamento non può portare ad un risultato finito. La trasformazione è continua. La nostra abilità deve risiedere nella non-resistenza a questa trasformazione; alla capacità di essere nella continua e perenne attitudine al cambiamento. Un camaleonte pronto ad adattarsi a qualsiasi ambiente. Diventare come l’acqua che scorre; diventare il cambiamento stesso. Se l’energia non ha una fine, perchè noi cerchiamo di arrivare ad un punto di conclusione con le cose? L’unico vero potere nell’universo è di trasformare le cose, non di concluderle.

Mi verrebbe da dire…Ragazzi, siamo dentro al flusso ma semplicemente non ce ne accorgiamo. Il cambiamento è insito nel nostro destino. A un certo punto il cambiamento avviene semplicemente perchè ci siamo avvicinati al nostro scopo di vita, a ciò che la nostra anima è venuta a fare quaggiù. In un periodo di consapevolezza più o meno ampio rimaniamo in ascolto e seguiamo il flusso delle cose. Possiamo solamente ricevere il cambiamento; la trasformazione avviene attraverso di noi e non per merito nostro.

Ciò che possiamo fare per modificare la nostra vita è entrare in risonanza con la sinfonia del nostro destino. Iniziare un lavoro di pulizia della nostra ombra, formata da credenze, giudizi, pensieri ricorrenti, decisioni, serve per arrivare all’essenza ed essere in una condizione favorevole alla ricezione.
E’ necessario praticare la consapevolezza. Svegliarsi dall’incantesimo delle nostre false credenze e porre l’attenzione sulle nostre reazioni emotive e comportamentali attraverso l’osservazione.

Giorno dopo giorno, vivere ciò che sentiamo di essere. Una delle scelte più importanti che possiamo compiere per avvicinarci al nostro scopo di vita, e quindi apportare significativi cambiamenti nella nostra realtà, è quello di insegnare ad altri ciò che abbiamo bisogno di imparare. Il continuo approfondimento verso i nostri interessi e la condivisione con le altre persone, non può che farci avvicinare sempre di più al nostro vero essere. Con l’insegnamento abbiamo la possibilità di chiarire a noi stessi le idee su quello in cui crediamo e quanto ci crediamo. Attraverso i dubbi che necessariamente emergono durante le lezioni o le sessioni, possiamo strutturare risposte convincenti soprattutto per noi stessi, che delineino una mappa chiara e precisa del nostro sapere.

E’ per questo che ho deciso di creare il seminario Il potere delle Credenze. Grazie allo studio approfondito dei meccanismi subconsci attraverso i quali creiamo la nostra realtà, la comparazione tra diverse culture di diverse epoche, e la preparazione di esercizi mirati allo smascheramento delle nostre credenze limitanti, ho avuto la possibilità di praticare giorno dopo giorno quel lavoro di consapevolezza interiore che ho deciso di facilitare ad altre persone, che come me proseguono in questo cammino.

Il seminario Il potere delle credenze domenica 24 Febbraio dalle ore 9.00 alle ore 18.00 presso l’ Erboristeria Natura e Psiche in via Torino 57 a Caselle Torinese.

Clicca qui per consultare la descrizione dell’evento.

Per maggiori informazioni potete contattarmi via e-mail all’indirizzo federico.parena@ladesso.it o chiamandomi al 3884709531

Social Share Toolbar

12 strumenti per una crescita consapevole

Sono abituato a scrivere ciò che ho provato su di me e che sento di poter suggerire. Ciò che scrivo è il riflesso del passo che sto compiendo Adesso nel mio percorso di vita e spero di essere utile ai miei compagni di viaggio.
Oggi sento di voler fare outing. SONO UN ESSERE SPIRITUALE. E ne vado fiero. Sentirsi un Essere spirituale non vuol dire vivere nella beatitudine, vedere tutto perfetto, non giudicare mai, perdonare ogni cosa, porgere sempre l’altra guancia. Vuol dire semplicemente sapere di far parte di un tutto, e che all’interno di questo tutto ci stiamo creando la realtà che è necessaria alla nostra crescita come Anima. Da qui, all’ apertura del Cuore e il superamento del velo di Maya, ne passa di acqua sotto i ponti. Sempre che la vogliamo chiamare acqua. La personalità può anche non comprendere il perchè della sofferenza, ma l’Anima sa che sta crescendo.

Questo è il mio personalissimo insieme di strumenti, che contribuiscono a farmi proseguire nel mio percorso di crescita personale e spirituale, e che cerco di ricordarmi tutte le volte in cui mi trovo in situazione di crisi, e quindi di trasformazione.

1. Lasciati fluire – Permetti alle infinite possibilità di manifestarsi nella tua vita, senza escluderle ancor prima che possano avverarsi.
2. Osserva i comportamenti meccanici – Le nostre azioni sono il risultato di un insieme di abitudini acquisite. Il 95% del nostro essere lavora in maniera inconscia, ossia al di fuori del nostro controllo cosciente. Non vuol dire che siano giuste o sbagliate. Ci sono, e il primo grande passo è prenderne atto. Quando una di queste abitudini ci mette in difficoltà è arrivato il momento di lavorarci sopra, con qualsiasi strumento ci risuoni. Grazie alla loro esistenza possiamo crescere affrontandole con il giusto atteggiamento. Per questo lavoro credo che ad un certo punto sia necessario avere qualcuno che ci faccia da specchio, e che ci aiuti a smascherare le menzogne della mente.
3. Osserva emozioni e pensieri – Questi fanno parte delle componenti meccaniche del nostro apparato psicofisico (composta dai corpi Fisico, Emozionale e Mentale) che portano a determinati comportamenti.

La mente è continuamente impegnata in un incessante dialogo interno condotto secondo associazioni automatiche, che noi regolarmente che noi confondiamo con il reale pensare. Le uniche emozioni che proviamo sono reazioni stereotipate ai comportamenti dei nostri simili…e in particolare a quelli del partner e di sua madre!

Risvegliare la macchina biologica – Salvatore Brizzi

4. Scrivi, scrivi, scrivi – La scrittura è uno degli strumenti terapeutici migliori in assoluto ed è anche a costo zero. Grazie alla scrittura possiamo tirar fuori le parti più nascoste di noi ed osservarle. (salva, salva, salva dopo che hai scritto qualcosa di importante se non vuoi lavorare troppo sulle emozioni negative :-) ). Per approfondire questo argomento potete consultare il sito www.kierondevlin.com
5. Leggi, leggi, leggi – La lettura ci permette di aprire i nostri orizzonti e ci fornisce buoni spunti. Potete guardare la bibliografia alla fine di questo articolo per avere buoni spunti per
approfondire gli argomenti che sto strattando oppure consultare la mia bacheca su Pinterest
6. Scomponi il problema – Questa è banale ma utilissima. Per riuscire a completare un puzzle è necessario insierire al loro posto tutti i pezzi. Se fosse già completo che divertimento ci sarebbe?
Scorporando in pezzettini il progetto e lavorando su ogni tassello arriveremo finalmente al risultato sperato. O addirittura qualcosa di ancora meglio.
7. Non lamentarti – Questo invece fa parte delle regole fondamentali. Dev’essere un esercizio quotidiano. Ci lamentiamo per qualsiasi cosa. Pensate a come sarebbe il mondo se invece di lamentarci agissimo. Se tutta l’energia sprecata nella lamentela fosse trattenuta al nostro interno e utilizzata per l’azione indirizzata a risolvere la situazione per cui ci stiamo lamentando. A volte è uno sforzo immane perchè la lamentela è un comportamento automatico, ma è veramente molto importante per la nostra crescita.

Concentrati piuttosto sul non lamentarti e il non giudicare. Dentro di te starai male comunque, ma non esprimere all’esterno la tua lamentela…Un vero leader è qualcuno che non si lamenta mai della situazione, si limita ad agire a seconda della possibilità che ha di farlo…e basta.

La sconfitta di Cronos – Salvatore Brizzi

8. Occupati e non preoccuparti – La forte dose di ansia che sentiamo quando ci proiettiamo al futuro, è data dalla volontà di raggiungere qualcosa di già costruito e che invece abbiamo bisogno di montare pezzo per pezzo. E’ il famoso qui ed ora, oppure lo stato d’essere che ha dato il nome al mio sito: L’ADESSO. Progettiamo qualcosa e poniamocelo come obiettivo bene in vista, ma una volta fatto questo torniamo nel momento presente e iniziamo a costruire castelli sulla terra e non in aria. Per esercitarci alla presenza possiamo effettuare degli esercizi quotidiani che la facciano diventare un’abitudine – Potete trovare utili esercizi nel libro Risveglio di Salvatore Brizzi
9. Pratica – Come possiamo pensare di cambiare la nostra realtà se non cambiamo i nostri comportamenti?

Il primo passo dell’intero processo consiste nel visualizzare la vostra intenzione senza avere idea di come si manifesterà. Una volta che avete uno scopo preciso, tuttavia, dovete agire.

Non è una questione di soldi – Bob Proctor

10. Prega – Qui intendo la preghiera rivolta all’interno, per sciogliere i meccanismi subconsci e sconfiggere i nostri demoni interiori. Un essere umano con responsabilità, quello che viene definito “uomo verticale”, non chiede aiuto all’esterno come un bambino che vuole la caramella o essere preso in braccio, bensì utilizza la Preghiera per stimolare il proprio potere personale.

La Preghiera è un metodo di cescita interiore – una via di diviinazione dell’essere umano – che appartiene sia alla cultura occidentale che quella mediorientale. E’ il mezzo che meglio si addice alla nostra trasformazione

Risvegliare la macchina biologica – Salvatore Brizzi

11. Distruggi – Questa è una pratica molto personale che funziona per me. Provateci. Dopo che avete fatto tutto il vostro bel castello progettuale a avete inziato a muovervi per costruirlo, date un bel colpo alla struttura come foste dei bambini che giocano con le costruzioni. Quello che rimane in piedi è un’ottima base da cui ripartire.
12. Segui la felicità e agisci con amore – Se ciò che state praticando vi rende felici, e vi sentite leggeri, questo è il segnale che state andando nella direzione più giusta per voi.

L’amore è la via, la felicità è il segno, la luce è lo scopo.

Nader Butto

Chiudo con un passo centrale preso dal libro Risvegliare la macchina biologica per utilizzarla come strumento magico di Salvatore Brizzi:

Tutto quello che importa è avere ben chiari i principi fondamentali:
La responsabilità per QUALUNQUE cosa accade nella mia vita è mia al 100%. Se voglio cambiare qualcosa nella mia vita devo quindi ripulire e trasformare una distorsione che si trova al mio interno, non all’esterno, altrimenti sarebbe come voler accorciare la mia ombra o voler pettinare la mia immagine nello specchio.
Per ripulire e trasformare non è necessario lavorare su ogni singolo trauma inconscio andando a cercarne le origini, perchè sarebbe un lavoro senza fine, ma è sufficiente manifestare l’INTENZIONE del cambiamento attraverso la Preghiera, uno strumento antico di millenni.
Questo Lavoro di pulizia e trasformazione va fatto SEMPRE.

Potete leggere la recensione dei seguenti libri sul sito del Giardino dei Libri. Se vorrete acquistarli direttamente dal loro sito spesso hanno il 15% di sconto.

Bibliografia:

Eckhart Tolle, Il potere di Adesso – Armenia
Salvatore Brizzi, La sconfitta di Cronos – Antipodi edizioni
Bob Proctor, Non è una questione di soldi – BIS Edizioni
Salvatore Brizzi, Risvegliare la macchina biologica per utilizzarla come strumento magico  - Antipodi edizioni
Salvatore Brizzi, Risveglio – Anima Edizioni
Joe Vitale, Zero Limits – Edizioni Il punto di Incontro

Social Share Toolbar

Il nostro scopo di vita

In questi giorni, durante la preparazione del seminario Destino come scelta, mi sono trovato a ragionare sul concetto di scopo di vita, ossia il motivo per cui siamo venuti al mondo. Ognuno di noi ha infatti un programma da seguire, un carattere e una personalità con la quale fare i conti, e una realtà da creare di conseguenza. Accomunando l’idea di scopo con quella di obiettivo possiamo seguire la definizione che ne da Salvatore Brizzi nel suo libro Officina Alkemica:
“Un essere umano è veramente tale in virtù del suo obiettivo. E’ l’obiettivo ad avere l’uomo, e non l’uomo ad avere l’obiettivo. Noi siamo unicamente gli strumenti fisici utilizzati dall’Universo per raggiungere i suoi obiettivi. Ognuno di noi esiste per portare a compimento qualcosa, non per uno strano scherzo del destino. Una buona pratica, per non rischiare di percepire la nostra esistenza come ‘una vita a caso’ è quella di decidere a quale obiettivo dedicarci in questo momento e tenerlo sempre bene a mente. Non dobbiamo mai temere che possa non essere quello giusto. [...] Non c’è un modo per essere sicuri, si tratta di provare. [...] Con il passare del tempo può darsi che l’obiettivo cambi, ma i nostri continui sforzi di focalizzarci su un unico scopo fanno si che ogni nuovo obiettivo sia sempre più in sintonia con l’Obiettivo per cui la nostra anima è scesa sul pianeta. [...] Chi ha uno scopo nella vita traccia la strada [...]“
Per capire ancora meglio il significato di questi paragrafi faccio riferimento ad una frase scritta dallo stesso autore nel libro Rinascita Italica:
“Tu sei il tuo obiettivo e il tuo obiettivo giustifica la tua esistenza su questo pianeta. In ultima analisi, l’uomo verticale, è la cristallizzazione spaziotemporale d’uno scopo, qualcosa che sta nel mondo delle idee e che lui contribuisce a incarnare sul piano materiale. La sua unica libertà sta nel trovare e portare a termine questo scopo”.

Lo scopo è quindi qualcosa che incarniamo e nel quale siamo immersi. Considero la difficoltà del riconoscere il nostro scopo, come quella di renderci conto della presenza dell’aria che respiriamo. Finchè non ci manca il fiato per noi è normale inspirare ed espirare e potremmo benissimo vivere senza sapere dell’esistenza dell’ossigeno. E’ importante comprendere che più lavoriamo su noi stessi, per ripulire i condizionamenti che ci offuscano la vista dalla verità delle cose, e per renderci conto dell’essere un’anima all’interno di una macchina biologica, più ci avviciniamo allo scopo della nostra esistenza. Inoltre percorrendo la strada della consapevolezza porteremo il nostro carattere e la nostra personalità ad un’Ottava Superiore, ossia uno strumento adatto a seguire l’elevato scopo dell’anima.

Credo che qualsiasi tipo di lavoro di crescita personale, o di miglioramento delle performance, non possa prescindere dalla fondamentale ricerca del nostro scopo primario.

Nella mia esperienza personale, per avvicinarmi sempre più allo scopo della mia esistenza, cerco di seguire ciò che più mi rende felice in quanto anima, attraverso i canali della minor resistenza e della semplicità, osservando le mie emozioni e rimanendo il più possibile nel presente.

Social Share Toolbar

Una scelta consapevole

Capita a volte di innamorarsi di una strada da percorrere. Succede di ricevere qualcosa in regalo da bambino ed esserne condizionati per buona parte della vita. Se poi quel regalo l’abbiamo ricevuto dai nostri genitori come suggerimento per il futuro prossimo, la miscela può essere esplosiva. Il suggerimento diventa la strada da percorrere, e se lo dice un genitore non può che essere la strada più corretta.

Capita di percorrere buona parte della propria vita seguendo un obiettivo. Ogni giorno ci si ripete “se mi venisse data la possibilità non perderei l’occasione, mollerei tutto e mi ci tufferei”. Capita anche che questa aspettativa venga soddisfatta. E poi…può succedere che il velo si apra e che quello che abbiamo inseguito fino a quel momento perda di sapore e che si schiuda una nuova realtà, un interesse nascosto, ma che si fa strada in modo prorompente…

Ammetto di aver iniziato a scrivere questo articolo e di essermi fermato qualche giorno non sapendo come andare avanti. Poi come da manuale, è arrivata la lettura adatta mentre ricercavo altro materiale. La risposta è arrivata studiando le basi dell’astrologia, approfondendo la conoscenza di C.G. Jung, degli archetipi e del pensiero analogico. Durante queste letture mi sono imbattuto nello studioso, filosofo e psicologo, James Hillman, fondatore della Psicologia degli Archetipi.

Hillman nel suo libro “Il codice dell’anima” scrive :

Ciascuna vita umana di giorno in giorno progredisce e regredisce, e noi vediamo svilupparsi svariate facoltà e le osserviamo decadere. E tuttavia l’immagine innata del nostro destino le contiene tutte nella compresenza di oggi ieri e domani. La nostra persona non è un processo o un evolversi. Noi siamo quell’immagine fondamentale, ed è l’immagine che si sviluppa, se mai lo fa. Come disse Picasso: «Io non mi evolvo. Io sono».

Tale, infatti, è la natura dell’immagine, di qualunque immagine. L’immagine è presente tutta in una volta. Quando guardiamo una faccia di fronte a noi, o una scena fuori dalla finestra o un quadro alla parete, noi vediamo un tutto, una Gestalt. Tutte le parti si presentano simultaneamente. Non c’è un pezzo che ne causa un altro o che lo precede nel tempo. Non ha importanza se il pittore ha inserito le macchie rosse per ultime o per prima, le striature grigie dopo un ripensamento o come struttura iniziale, o se magari esse sono segni residui di un’immagine precedente rimasti sulla tela: ciò che vediamo è esattamente ciò che c’è da vedere, tutto in una volta. E’ così anche per la faccia che ci sta di fronte: carnagione e lineamenti formano un’unica espressione, un’immagine sola, data tutta insieme. Lo stesso vale per l’immagine dentro la ghianda. Noi nasciamo con un carattere; che è dato; che è un dono, come nella fiaba, delle fate madrine al momento della nascita.

[...] Prima della nascita, l’anima di ciascuno di noi sceglie un’immagine o disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve un compagno che ci guidi quassù, un daimon, che unico e tipico nostro. Tuttavia, nel venire al mondo, dimentichiamo tutto questo e crediamo di essere venuti vuoti. E’ il daimon che ricorda il contenuto della nostra immagine, gli elementi del disegno prescelto, è lui dunque il portatore del nostro destino.

Alla maniera di Hillman, possiamo ipotizzare, che proprio tale, a volta “scomoda” impronta è l’impulso che ogni essere umano possiede per cercare di “formarsi” e “trasformarsi” attraverso questo processo di apprendimento che è la vita, la quale si compone delle nostre scelte. E’ il nostro daimon, secondo questa concezione, che ci indirizza nelle scelte importanti della vita. Diciamo che ci apre a prospettive diverse, sopite fino a poco prima.

Quello che trovo ancora più interessante è l’analogia tra il daimon e il carattere espresso nel nostro tema natale, ossia l’ oroscopo al momento del nostro primo respiro.

L’Astrologia, permette di scoprire come i principi primi o archetipi, rappresentati dai pianeti e la loro posizione nel cielo al momento di un qualsiasi evento, si esprimono in un individuo determinandone la personalità, le potenzialità, i limiti, la meta evolutiva. La posizione dei pianeti-miti nell’oroscopo crea il seme-impronta della nostra anima al momento della nascita.

Come scrive Thorwald Dethlefsen in”Destino come scelta” :

La costellazione rappresenta il compito dell’uomo, essa non è in se stessa nè buona nè cattiva, nè positiva nè negativa, e dall’uomo richiede semplicemente di essere trasferita nella realtà, perchè soltanto in questo modo può essere risolta.

E’ importante quindi imparare ad ascoltare il nostro daimon, in modo da poter trasferire nella realtà quello che ci vuole suggerire. L’astrologia, come scienza antica, è un valido aiuto per entrare in contatto con le nostre potenzialità. Un ottimo strumento per comprendere quali principi è bene imparare durante la nostra esistenza, è soddisfare il più possibile i propositi della nostra anima.

Potete approfondire l’argomento leggendo questo articolo

Social Share Toolbar

Il corpo come portale

A un certo punto del lavoro su di sè, durante il quale ci si sforza di osservare le proprie emozioni e i propri pensieri, appuntandosi tutto ciò che riusciamo a notare del funzionamento del nostro apparato psicofisico fatto di carne, emozioni e pensieri; durante il quale ci si sforza di rimanere presenti sfruttando tutte le situazioni che ci creiamo per evolvere; durante il quale ci si sforza di non lamentarsi continuamente di tutto quello che ci capita, del tempo, delle bollette, della mancanza di lavoro, del governo, della suocera, proprio perchè siamo sempre più consapevoli che li stiamo creando noi; durante il quale ci si sforza di osservare la propria mente che giudica continuamente passando tra giusto e sbagliato e bello e brutto; ad un certo punto, dicevo, ci si rende conto (e questo è quello che posso sentire al momento) che esiste un unico portale attraverso il quale si può arrivare a un reale risveglio…il nostro corpo. E’ attraverso il corpo che risvegliamo il corpo, ossia poter iniziare ad utilizzare il nostro apparato psicofisico per i nostri scopi più elevati, abbandonando gli scopi della personalità votati alla sopravvivenza.

E si, perchè ciò che diventa chiaro e palese, è il fatto di non avere assolutamente libero arbitrio. Quante volte vi sarà capitato di prefiggervi qualcosa di importante da fare e di non esserci riuscito. Non sto parlando di qualcosa come portare il cane a fare i bisogni, sto parlando di iniziare un nuovo regime alimentare e di non portarlo avanti per più di tre giorni, iniziare a studiare per un esame importante e trovare sempre di meglio da fare, tentare di cambiare lavoro ma rimanere incollati alla sedia per il terrore di non trovare nulla di meglio. Non abbiamo libero arbitrio perchè siamo controllati dai nostri condizionamenti, dalle nostre paure, dalle nostre abitudini, e quindi dalla realtà che proiettiamo davanti a noi perchè è l’unica che conosciamo. Il nostro corpo diventa un proiettore, ma che proietta un film in cui siamo protagonisti inconsapevoli. Diventare consapevoli significa poter prendere decisioni importanti senza crearsi intoppi di ogni genere e specie. Diventare consapevoli significa iniziare a prefiggersi degli obiettivi elevati e riuscire a realizzarli. Diventare registi ed attori protagonisti del nostro film.

Quando inizio ad alimentarmi in maniera differente dalle mie abitudini, riuscirò sempre a crearmi situazioni che mi facciano deviare dai miei scopi. Succederà che qualcuno mi offrirà per la prima volta un pranzo od una cena, e non riuscirò a dire di no. E dopo che ho mangiato dovrò anche fare i conti con il mio senso di colpa. E se osservo bene, e penso al passato, vedrò di aver avuto veramente poche volte piena padronanza delle mie scelte. In queste occasioni è necessaria tutta la Presenza di cui siamo capaci, e per Presenza si intende un’osservazione intensa di quello che succede all’interno del nostro corpo e di ciò che proietta.

Come si esce da questa prigione?

Scaviamo un cunicolo che si dirige verso l’interno e non verso l’esterno. Evadere dalle mura di cinta è una chimera. Dobbiamo evadere attraverso il centro nevralgico del nostro apparato psicofisico, aprire il portale che si trova all’interno del Cuore. Solo attraverso l’AMORE per noi stessi possiamo evadere dalla prigione che noi stessi ci siamo creati. Prendiamoci cura del nostro corpo. Ma non per correggere dei difetti, bensì per migliorare sempre di più. Sforziamoci di prendere più tempo per noi stessi. Mettiamoci al servizio del nostro corpo come faremmo con un bambino. Lo laviamo, lo cambiamo, gli diamo da mangiare, lo culliamo e lo amiamo, ma intanto lo educhiamo e ci sforziamo di dargli una direzione.

La nostra salute parte prima di tutto dall’alimentazione. Una dieta sana, priva di tossine, ricca di vitamine e minerali, permette al nostro corpo di rigenerarsi. Un sangue pulito è veicolo di energia pulita. Ed energia pulita non può che far bene al nostro ambiente emotivo e mentale. E’ un circolo virtuoso nel quale possiamo donarci di entrare

Social Share Toolbar

Il potere nelle nostre mani

La seconda implicazione che si può percepire iniziando a considerare il funzionamento del mondo al contrario è la possibilità di trattenere Potere al nostro interno. Più diventiamo consapevoli che ciò che accade all’esterno è provocato da ciò che il nostro subconscio produce, più evitiamo di essere in balia degli eventi esterni.

Immaginiamo una situazione che ci crei sofferenza. Una delle nostre reazioni inconsapevoli è quella di alzare gli occhi al cielo e chiedere perchè ci stà capitando tutto questo. Ci domandiamo cosa abbiamo fatto di male per meritarci quello che la vita ci sta mettendo di fronte. E’ evidente che in questo caso stiamo trasferendo Potere a quella situazione. Le diamo il Potere di farci soffrire.

La consapevolezza che la situazione esterna è stata creata dal nostro subconscio, per permetterci di superare una disfunzione al nostro interno, e quindi poter riconoscere il nemico per affrontarlo a viso aperto, ribalta le sorti della battaglia. Una volta smascherato il colpevole della nostra sofferenza possiamo portarlo alla luce del Sole per farlo sciogliere come un vampiro, che fino ad ora si era nutrito delle nostre energie.

L’evento esterno è quindi l’unico strumento che abbiamo per vedere ciò che non possiamo vedere al nostro interno. Diventa un aiutante nel nostro percorso di crescita.

La prossima volta che vi trovate di fronte ad una situazione che vi provochi sofferenza, puntate l’attenzione verso il vostro Cuore, rimanete in questo stato il più che potete. Osservate le reazioni del corpo, l’emozione presente nel Plesso Solare, i pensieri che solcano impazziti le onde delle vostre emozioni. Attraverso questo esercizio vi sforzate di rimanere Presenti all’emozione. Avrete la sensazione di avere la possibilità di controllare tutto ciò che avviene nel vostro apparato psicofisico, ma vi accorgerete di non avere abbastanza forza per cavalcarlo, o addirittura proverete un certo bisogno di mantenerlo vivo. In questo istante di consapevolezza capirete quanta energia sia stata sempre sperperata all’esterno e quanto sia necessario mantenerla all’interno per poter domare il cavallo imbizzarrito che rappresenta le nostre emozioni.

Se dopo questa esperienza, vi accorgete che sia necessario per voi iniziare un percorso che vi permetta di imparare a mantenere il potere al vostro interno, vi suggerisco di iniziare da questo libro: Officina Alkemica” di Salvatore Brizzi

Social Share Toolbar

La nostra situazione di vita

Tutto ciò che si manifesta nella nostra realtà è il riflesso di quanto è presente a livello inconscio; quella parte dell’iceberg che è sommersa, ma che tiene a galla la parte emersa.

In questo articolo voglio parlarvi della prima implicazione.

La nostra attuale situazione di vita rispecchia ciò in cui crediamo veramente e non ciò in cui pensiamo di credere. Osservando la nostra realtà quotidiana possiamo renderci conto di ciò che effettivamente vogliamo a livello inconscio. L’ accettazione della realtà così com’è deriva proprio da questa consapevolezza. Se sono consapevole che ciò che si è manifestato intorno a me, è il risultato di ciò che voglio veramente, potrò utilizzare questa situazione come punto di partenza per il mio miglioramento, e non un finale al quale devo rassegnarmi.

L’attrito tra ciò che crediamo di volere e ciò che vogliamo veramente (ma di cui siamo inconsapevoli) spesso ci fa soffrire. Tale sofferenza viene percepita attraverso le emozioni negative che sperimentiamo tutti i giorni, le quali sono quindi un segnale che possiamo osservare. In questo modo possiamo trasformare un aspetto di noi che altrimenti non saremmo stati in grado di vedere.

Per utilizzare un’analogia, le emozioni sono l’odore che percepiamo quando nell’aria inizia a diffondersi del gas. A seguito di questo evento possiamo agire in diversi modi: scappando dalla porta, aprendo le finestre o cercando la falla dalla quale il gas è fuoriuscito. Nessuna di queste azioni è più giusta dell’altra. Agiremo semplicemente in base a ciò che abbiamo appreso durante il corso della nostra vita, ossia in base ai nostri condizionamenti inconsci.

Potete approfondire l’argomento leggendo il libro “Risvegliare la macchina biologica per utilizzarla come strumento magico” di Salvatore Brizzi. Un libro che ritengo fondamentale e chiarificatore, un vero e proprio amuleto da avere sempre con sè.

Social Share Toolbar