Fotosintesi alchemica

La mia amica Irene Menis (www.irenemenis.it), è solita iniziare i suoi corsi di Psych-k leggendo un brano tratto dal libro On Becoming an Alchemist dell’autrice Catherine MacCoun. Il brano in questione è una delle più chiare metafore che ho ascoltato sul significato dell’essere un alchimista moderno. L’autrice paragona l’ alchimista ad una pianta, la quale attraverso la fotosintesi clorofilliana, trasforma CO2 (materia di scarto) in glucosio (nutrimento), rilasciando Ossigeno nell’atmosfera (essenziale per la vita), attraverso la mediazione della clorofilla e in presenza di Luce Solare. E proprio come una pianta verde l’essere umano dotato di Forza di Volontà, ha la possibilità di trasmutare il nostro principale materiale di scarto, le emozioni negative (Paura), in energia vitale e nutrimento, l’ Amore, grazie al proprio Sole interiore.

Come viene spiegato chiaramente nei libri Zero Limits di Joe Vitale e in Risvegliare la Macchina Biologica di Salvatore Brizzi, entrambi libri preziosi, per modificare e guarire la realtà esterna dobbiamo rivolgere l’attenzione dentro di noi; attuare una Fotosintesi Alchemica significa trasformare energia emozionale a bassa vibrazione in energia ad alta vibrazione, utilizzando il nostro corpo come trasmutatore…proprio come fa una pianta. Per fare questo però è indispensabile che ci prendiamo la responsabilità al 100% di tutto ciò che si manifesta nella nostra vita. Totale responsabilità nella nostra vita significa che tutto in essa, semplicemente perchè è nella nostra vita, è di nostra responsabilità. In senso letterale, il mondo intero è una nostra creazione. L’alchimista prendendosi la totale responsabilità di ciò che accade all’esterno, si rivolge al suo interno per ripulire qualsiasi cosa abbia provocato il problema o la situazione esterna di difficoltà. Grazie a questa consapevolezza, l’individuo lavora su se stesso, considerandosi parte dello stesso programma nel quale si è creato il problema esterno, chiedendosi “Cosa sta succedendo in me che provoca la manifestazione esterna?” oppure “Cosa sta succedendo in me che fa si che questa persona mi dia fastidio?”. Non è poi necessario rispondersi alla domanda, ma semplicemente iniziare a ripulire attraverso la preghiera derivante dall’antica pratica hawaiana dell’ Ho’ponoponoTi amo, mi dispiace, ti prego perdonami, grazie“, chiedendo all’ Amore di correggere gli errori – cristallizzazioni subconsce – dentro di noi.

Vi riporto un brano dal libro Zero Limits, scritto da Joe Vitale con il fondamentale contributo del dott. Ihaleakala Hew Len, psicoterapeuta che tra il 1984 e il 1987 trasformò un’ ospedale psichiatrico di alta sicurezza delle Hawaii, da luogo invivibile a struttura di vero recupero, attraverso la pratica dell’ Ho’oponopono – Lo scopo della vita è di tornare all’Amore, in ogni momento. Per realizzare questo scopo, l’individuo deve riconoscere di essere responsabile al 100% della creazione della sua vita per quello che è. Deve riuscire a vedere che sono i suoi pensieri a creare quello che la sua vita è in ogni momento. I problemi non sono le persone, i luoghi e le situazioni, ma i pensieri che abbiamo su di loro. Si deve arrivare a capire che non esiste affatto un “là fuori”.

Ecco alcuni suggerimenti pratici per iniziare il processo di Fotosintesi Alchemica

- osservate i vostri comportamenti fino a quando non vedete delle ripetizioni (scrivete su un diario)
-osservate la realtà esterna: rappresenta l’insieme delle vostre scelte…quindi lo specchio di ciò che siete stati fino ad ora(che cosa riflette? prendete nota senza giudizio)
- alla successiva ripetizione usate la forza di volontà e cambiate l’azione…state cambiando il corso degli eventi
- cercate di non identificarvi con l’emozione negativa e sforzatevi di non manifestarla (è come evitare di fumare in faccia a chi vi sta vicino)
- non lamentatevi (ci vuole una forza sovraumana)
- guardate al mondo come fosse una estensione della vostra coscienza. Dove fate resistenza state rifiutando una vostra parte nascosta
- ripulite, ripulite, ripulite attraverso la pratica dell’ Ho’ponopono.

Ti amo, mi dispiace, ti prego perdonami, grazie.

Helios

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La vita come IO la voglio

Sono nato in una famiglia in cui il posto fisso è sempre stata la base della sopravvivenza e una condizione da difendere.

Una madre che ha iniziato la sua carriera lavorativa come impiegata alla mensa Fiat, femminista convinta e sindacalista, che giocò la sua partita a scacchi con la vita iscrivendosi alla facoltà di Scienze Politiche quando ormai aveva quasi quarant’anni e tre figli, vincendo un concorso come impiegata comunale, e riuscendosi a laureare appena un anno prima che un cancro la portasse via. Ricordo mia madre come una guerriera, che per raggiungere molti dei suoi obiettivi però, dovette combattere contro i mulini a vento.

Un padre rivoluzionario post sessantottino, bocciato all’esame di maturità di perito tecnico per aver litigato con un professore della commissione, dovutosi adeguare ad un posto da magazziniere in una ditta di informatica perchè per lui il posto fisso era, tutto sommato, il modo migliore per crescere una famiglia, fino ad arrivare alla cassa integrazione a cinquantacinque anni e forse alla pensione. A causa di questa convinzione, frutto della società, non ha potuto sviluppare i suoi interessi fino in fondo. Un guerriero chiuso in gabbia. Ringrazio mio padre per la fiducia che ha sempre riposto in me e che continua a riporre, nonostante i miei esperimenti di vita.

Hanno sempre cercato di esprimere il meglio, in base a ciò che la loro visione del mondo gli permetteva.

Adeguandomi a questo schema ho iniziato la mia vita lavorativa cercando di raggiungere il posto fisso e a tempo indeterminato senza valutare veramente altre alternative.
Durante l’università trovai la mia sistemazione in un call-center, come molti della mia generazione, seduti (fisicamente e simbolicamente) come polli in batteria. Identificato nel ruolo che mi era stato assegnato, mi sforzai di diventare idoneo alle richieste dell’azienda, riuscendo a salire di un gradino della scala gerarchica e raggiungendo l’ambitissima posizione di assistente di sala. Sempre molto orientato all’obiettivo, mi sono laureato in Scienze dell’ Amministrazione a ventotto anni, lavorando otto ore al giorno e con già due figli al seguito. Mai soddisfatto della mia condizione lavorativa, cercavo di cambiare ambiente usando sempre gli stessi schemi di guerriglia imparati da mia madre. Insistevo nel conseguire quelli che credevo fossero i miei obiettivi, muovendomi come nelle sabbie mobili. Impegnandomi fino a tarda sera davanti ad un pc cercavo di imparare i segreti del webmarketing e del SEO, l’arte del posizionamento sui motori di ricerca, affascinato da Internet come immensa fonte di informazioni.

Risultato: continuavo a correre sulla mia ruota da criceto senza la possibilità di fare uno scalino in più.

Per fortuna la vita è sempre pronta a tenderci una mano. Nella partita tra i nostri progetti e quelli che la vita ha in serbo per noi…senza dubbio vince la vita. Grazie all’aiuto dei miei figli iniziai a capire quali fossero le mie reali priorità. Acquisendo magicamente il loro modo di vivere la quotidianità, ho iniziato a riprodurre i loro schemi di bambino. Presenza e Amore. Cominciai a intravedere qualcosa di diverso per me e per la mia famiglia. Qualcosa che potrei chiamare Felicità. E’ stato come risvegliare una nuova modalità di vita. Lo scopo della giornata non era più quello di essere produttivo, ma quello di arrivare a sera con la giusta energia per poter sostenere l’immensa esuberanza dei miei figli. Nei loro occhi vedevo una sola richiesta: “papà seguici, gioca, non usare il cervello, ma il Cuore quando ti rivolgi a noi“.

Utilizzare il Cuore come organo da cui vedere il mondo, è quello che ho iniziato a fare da quattro anni a questa parte. E la mia vita è cambiata. Ho deciso che il mio scopo nella vita è quello di essere Vivo e Felice, nonostante le difficoltà che possono insorgere sul cammino. Abbandonata volontariamente la mia Zona di Comfort del posto fisso a tempo indeterminato, ad oggi la mia professione è quella di Facilitatore del cambiamento, attraverso strumenti come Psych-k, Access Bars e Alchimia trasformativa (grazie ai quali ho facilitato prima di tutto il mio cambiamento). Aiuto mia moglie Daniela nel gestire l’Erboristeria che abbiamo fatto nascere insieme due anni fa. Ma ciò di cui vado più fiero, è sapere di essere un padre più sereno, disponibile e presente per i miei tre figli Giorgia, Gabriele e Gaia (ancora deve nascere, ma già si fa sentire).

Ho trasformato quello che pensavo fosse il Fine verso cui dirigersi, a Mezzo da utilizzare per la mia soddisfazione; e solo in questo modo tutto ciò che ho imparato negli anni ha iniziato ad avere un valore.

Non è il lavoro a dover essere a tempo indeterminato, ma la nostra Fiducia verso il futuro.

Con l’occasione vi ricordo l’appuntamento con il quarto incontro del ciclo “Il mondo al Contrario“, Venerdì 11 Ottobre alle ore 21 presso l’ Erboristeria Natura e Psiche, in via Torino 57 a Caselle T.se. Alla serata sono caldamente invitate anche persone che non avessero seguito gli incontri precedenti. Per maggiori info potete consultare la presentazione delle serate seguendo questo link

La vignetta che riporto qui di seguito è stata scritta da Bill Watterson e disegnata da Gavin Aung Than. La striscia originale è pubblicata qui http://zenpencils.com/comic/128-bill-watterson-a-cartoonists-advice/

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