12 strumenti per una crescita consapevole

Sono abituato a scrivere ciò che ho provato su di me e che sento di poter suggerire. Ciò che scrivo è il riflesso del passo che sto compiendo Adesso nel mio percorso di vita e spero di essere utile ai miei compagni di viaggio.
Oggi sento di voler fare outing. SONO UN ESSERE SPIRITUALE. E ne vado fiero. Sentirsi un Essere spirituale non vuol dire vivere nella beatitudine, vedere tutto perfetto, non giudicare mai, perdonare ogni cosa, porgere sempre l’altra guancia. Vuol dire semplicemente sapere di far parte di un tutto, e che all’interno di questo tutto ci stiamo creando la realtà che è necessaria alla nostra crescita come Anima. Da qui, all’ apertura del Cuore e il superamento del velo di Maya, ne passa di acqua sotto i ponti. Sempre che la vogliamo chiamare acqua. La personalità può anche non comprendere il perchè della sofferenza, ma l’Anima sa che sta crescendo.

Questo è il mio personalissimo insieme di strumenti, che contribuiscono a farmi proseguire nel mio percorso di crescita personale e spirituale, e che cerco di ricordarmi tutte le volte in cui mi trovo in situazione di crisi, e quindi di trasformazione.

1. Lasciati fluire – Permetti alle infinite possibilità di manifestarsi nella tua vita, senza escluderle ancor prima che possano avverarsi.
2. Osserva i comportamenti meccanici – Le nostre azioni sono il risultato di un insieme di abitudini acquisite. Il 95% del nostro essere lavora in maniera inconscia, ossia al di fuori del nostro controllo cosciente. Non vuol dire che siano giuste o sbagliate. Ci sono, e il primo grande passo è prenderne atto. Quando una di queste abitudini ci mette in difficoltà è arrivato il momento di lavorarci sopra, con qualsiasi strumento ci risuoni. Grazie alla loro esistenza possiamo crescere affrontandole con il giusto atteggiamento. Per questo lavoro credo che ad un certo punto sia necessario avere qualcuno che ci faccia da specchio, e che ci aiuti a smascherare le menzogne della mente.
3. Osserva emozioni e pensieri – Questi fanno parte delle componenti meccaniche del nostro apparato psicofisico (composta dai corpi Fisico, Emozionale e Mentale) che portano a determinati comportamenti.

La mente è continuamente impegnata in un incessante dialogo interno condotto secondo associazioni automatiche, che noi regolarmente che noi confondiamo con il reale pensare. Le uniche emozioni che proviamo sono reazioni stereotipate ai comportamenti dei nostri simili…e in particolare a quelli del partner e di sua madre!

Risvegliare la macchina biologica – Salvatore Brizzi

4. Scrivi, scrivi, scrivi – La scrittura è uno degli strumenti terapeutici migliori in assoluto ed è anche a costo zero. Grazie alla scrittura possiamo tirar fuori le parti più nascoste di noi ed osservarle. (salva, salva, salva dopo che hai scritto qualcosa di importante se non vuoi lavorare troppo sulle emozioni negative :-) ). Per approfondire questo argomento potete consultare il sito www.kierondevlin.com
5. Leggi, leggi, leggi – La lettura ci permette di aprire i nostri orizzonti e ci fornisce buoni spunti. Potete guardare la bibliografia alla fine di questo articolo per avere buoni spunti per
approfondire gli argomenti che sto strattando oppure consultare la mia bacheca su Pinterest
6. Scomponi il problema – Questa è banale ma utilissima. Per riuscire a completare un puzzle è necessario insierire al loro posto tutti i pezzi. Se fosse già completo che divertimento ci sarebbe?
Scorporando in pezzettini il progetto e lavorando su ogni tassello arriveremo finalmente al risultato sperato. O addirittura qualcosa di ancora meglio.
7. Non lamentarti – Questo invece fa parte delle regole fondamentali. Dev’essere un esercizio quotidiano. Ci lamentiamo per qualsiasi cosa. Pensate a come sarebbe il mondo se invece di lamentarci agissimo. Se tutta l’energia sprecata nella lamentela fosse trattenuta al nostro interno e utilizzata per l’azione indirizzata a risolvere la situazione per cui ci stiamo lamentando. A volte è uno sforzo immane perchè la lamentela è un comportamento automatico, ma è veramente molto importante per la nostra crescita.

Concentrati piuttosto sul non lamentarti e il non giudicare. Dentro di te starai male comunque, ma non esprimere all’esterno la tua lamentela…Un vero leader è qualcuno che non si lamenta mai della situazione, si limita ad agire a seconda della possibilità che ha di farlo…e basta.

La sconfitta di Cronos – Salvatore Brizzi

8. Occupati e non preoccuparti – La forte dose di ansia che sentiamo quando ci proiettiamo al futuro, è data dalla volontà di raggiungere qualcosa di già costruito e che invece abbiamo bisogno di montare pezzo per pezzo. E’ il famoso qui ed ora, oppure lo stato d’essere che ha dato il nome al mio sito: L’ADESSO. Progettiamo qualcosa e poniamocelo come obiettivo bene in vista, ma una volta fatto questo torniamo nel momento presente e iniziamo a costruire castelli sulla terra e non in aria. Per esercitarci alla presenza possiamo effettuare degli esercizi quotidiani che la facciano diventare un’abitudine – Potete trovare utili esercizi nel libro Risveglio di Salvatore Brizzi
9. Pratica – Come possiamo pensare di cambiare la nostra realtà se non cambiamo i nostri comportamenti?

Il primo passo dell’intero processo consiste nel visualizzare la vostra intenzione senza avere idea di come si manifesterà. Una volta che avete uno scopo preciso, tuttavia, dovete agire.

Non è una questione di soldi – Bob Proctor

10. Prega – Qui intendo la preghiera rivolta all’interno, per sciogliere i meccanismi subconsci e sconfiggere i nostri demoni interiori. Un essere umano con responsabilità, quello che viene definito “uomo verticale”, non chiede aiuto all’esterno come un bambino che vuole la caramella o essere preso in braccio, bensì utilizza la Preghiera per stimolare il proprio potere personale.

La Preghiera è un metodo di cescita interiore – una via di diviinazione dell’essere umano – che appartiene sia alla cultura occidentale che quella mediorientale. E’ il mezzo che meglio si addice alla nostra trasformazione

Risvegliare la macchina biologica – Salvatore Brizzi

11. Distruggi – Questa è una pratica molto personale che funziona per me. Provateci. Dopo che avete fatto tutto il vostro bel castello progettuale a avete inziato a muovervi per costruirlo, date un bel colpo alla struttura come foste dei bambini che giocano con le costruzioni. Quello che rimane in piedi è un’ottima base da cui ripartire.
12. Segui la felicità e agisci con amore – Se ciò che state praticando vi rende felici, e vi sentite leggeri, questo è il segnale che state andando nella direzione più giusta per voi.

L’amore è la via, la felicità è il segno, la luce è lo scopo.

Nader Butto

Chiudo con un passo centrale preso dal libro Risvegliare la macchina biologica per utilizzarla come strumento magico di Salvatore Brizzi:

Tutto quello che importa è avere ben chiari i principi fondamentali:
La responsabilità per QUALUNQUE cosa accade nella mia vita è mia al 100%. Se voglio cambiare qualcosa nella mia vita devo quindi ripulire e trasformare una distorsione che si trova al mio interno, non all’esterno, altrimenti sarebbe come voler accorciare la mia ombra o voler pettinare la mia immagine nello specchio.
Per ripulire e trasformare non è necessario lavorare su ogni singolo trauma inconscio andando a cercarne le origini, perchè sarebbe un lavoro senza fine, ma è sufficiente manifestare l’INTENZIONE del cambiamento attraverso la Preghiera, uno strumento antico di millenni.
Questo Lavoro di pulizia e trasformazione va fatto SEMPRE.

Potete leggere la recensione dei seguenti libri sul sito del Giardino dei Libri. Se vorrete acquistarli direttamente dal loro sito spesso hanno il 15% di sconto.

Bibliografia:

Eckhart Tolle, Il potere di Adesso – Armenia
Salvatore Brizzi, La sconfitta di Cronos – Antipodi edizioni
Bob Proctor, Non è una questione di soldi – BIS Edizioni
Salvatore Brizzi, Risvegliare la macchina biologica per utilizzarla come strumento magico  - Antipodi edizioni
Salvatore Brizzi, Risveglio – Anima Edizioni
Joe Vitale, Zero Limits – Edizioni Il punto di Incontro

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Il nostro scopo di vita

In questi giorni, durante la preparazione del seminario Destino come scelta, mi sono trovato a ragionare sul concetto di scopo di vita, ossia il motivo per cui siamo venuti al mondo. Ognuno di noi ha infatti un programma da seguire, un carattere e una personalità con la quale fare i conti, e una realtà da creare di conseguenza. Accomunando l’idea di scopo con quella di obiettivo possiamo seguire la definizione che ne da Salvatore Brizzi nel suo libro Officina Alkemica:
“Un essere umano è veramente tale in virtù del suo obiettivo. E’ l’obiettivo ad avere l’uomo, e non l’uomo ad avere l’obiettivo. Noi siamo unicamente gli strumenti fisici utilizzati dall’Universo per raggiungere i suoi obiettivi. Ognuno di noi esiste per portare a compimento qualcosa, non per uno strano scherzo del destino. Una buona pratica, per non rischiare di percepire la nostra esistenza come ‘una vita a caso’ è quella di decidere a quale obiettivo dedicarci in questo momento e tenerlo sempre bene a mente. Non dobbiamo mai temere che possa non essere quello giusto. [...] Non c’è un modo per essere sicuri, si tratta di provare. [...] Con il passare del tempo può darsi che l’obiettivo cambi, ma i nostri continui sforzi di focalizzarci su un unico scopo fanno si che ogni nuovo obiettivo sia sempre più in sintonia con l’Obiettivo per cui la nostra anima è scesa sul pianeta. [...] Chi ha uno scopo nella vita traccia la strada [...]“
Per capire ancora meglio il significato di questi paragrafi faccio riferimento ad una frase scritta dallo stesso autore nel libro Rinascita Italica:
“Tu sei il tuo obiettivo e il tuo obiettivo giustifica la tua esistenza su questo pianeta. In ultima analisi, l’uomo verticale, è la cristallizzazione spaziotemporale d’uno scopo, qualcosa che sta nel mondo delle idee e che lui contribuisce a incarnare sul piano materiale. La sua unica libertà sta nel trovare e portare a termine questo scopo”.

Lo scopo è quindi qualcosa che incarniamo e nel quale siamo immersi. Considero la difficoltà del riconoscere il nostro scopo, come quella di renderci conto della presenza dell’aria che respiriamo. Finchè non ci manca il fiato per noi è normale inspirare ed espirare e potremmo benissimo vivere senza sapere dell’esistenza dell’ossigeno. E’ importante comprendere che più lavoriamo su noi stessi, per ripulire i condizionamenti che ci offuscano la vista dalla verità delle cose, e per renderci conto dell’essere un’anima all’interno di una macchina biologica, più ci avviciniamo allo scopo della nostra esistenza. Inoltre percorrendo la strada della consapevolezza porteremo il nostro carattere e la nostra personalità ad un’Ottava Superiore, ossia uno strumento adatto a seguire l’elevato scopo dell’anima.

Credo che qualsiasi tipo di lavoro di crescita personale, o di miglioramento delle performance, non possa prescindere dalla fondamentale ricerca del nostro scopo primario.

Nella mia esperienza personale, per avvicinarmi sempre più allo scopo della mia esistenza, cerco di seguire ciò che più mi rende felice in quanto anima, attraverso i canali della minor resistenza e della semplicità, osservando le mie emozioni e rimanendo il più possibile nel presente.

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