Around PSYCH-K®: Il destino come scelta

Mercoledì 24 ottobre 2012 alle ore 20.45, presso il centro polifunzionale di via Basilio Bona 29 a Caselle T.se, serata all’insegna della spiritualità e della scienza. L’associazione di ortoterapia Vivere il Verde, in collaborazione con l’Erboristeria Natura e Psiche, presenta la serata dal titolo “Il destino come scelta”. Federico Parena, praticante di Alchimia trasformativa e facilitatore PSYCH-K®, ci illustrerà come il nostro destino, possa dipendere da scelte consapevoli, le quali possono essere effettuate ascoltando i segnali che la vita ci regala. In questo modo ci guiderà attraverso l’affascinante percorso di una stella, che riavvicinandosi alla sua scia, ritrova la propria luminosità. Quella stella luminosa possiamo essere noi. Credere per vedere.
La seconda parte della serata, insieme all’insegnante Irene Menis, sarà dedicata ad un argomento più scientifico: la tecnica PSYCH-K®.
Le nostre credenze sono le fondamenta della nostra personalità. Definiscono il nostro potere, la nostra autostima, il nostro rapporto con gli altri, il nostro successo e i nostri fallimenti. Condizionano ogni istante della vita. Le credenze sono radicate a livello subconscio fin dai nostri primi anni di vita. Gli studi di neuroscienze hanno dimostrato che il 95% della nostra coscienza è gestita dal nostro subconscio. La mente subconscia è il deposito delle nostre abitudini e delle nostre credenze. Il nostro comportamento nasce da lì. Ed è lì che interviene PSYCH-K®: cambiando le nostre credenze a livello subconscio ci restituisce le chiavi del nostro benessere, del nostro successo e della nostra felicità. Con PSYCH-K® apri consapevolmente il canale di comunicazione con il tuo subconcio, il “serbatoio” delle nostre abitudini e delle nostre credenze. Così potremo parlare il suo linguaggio e intervenire al livello più profondo di noi stessi, riscrivendo il software della nostra mente. Inoltre con PSYCH-K® i due emisferi cerebrali, destro e sinistro – ognuno dei quali presiede a differenti funzioni – sono splendidamente integrati, e diventano i nostri più fedeli alleati nell’evoluzione positiva della nostra esistenza

Scarica la presentazione del seminario Il destino come scelta

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Una scelta consapevole

Capita a volte di innamorarsi di una strada da percorrere. Succede di ricevere qualcosa in regalo da bambino ed esserne condizionati per buona parte della vita. Se poi quel regalo l’abbiamo ricevuto dai nostri genitori come suggerimento per il futuro prossimo, la miscela può essere esplosiva. Il suggerimento diventa la strada da percorrere, e se lo dice un genitore non può che essere la strada più corretta.

Capita di percorrere buona parte della propria vita seguendo un obiettivo. Ogni giorno ci si ripete “se mi venisse data la possibilità non perderei l’occasione, mollerei tutto e mi ci tufferei”. Capita anche che questa aspettativa venga soddisfatta. E poi…può succedere che il velo si apra e che quello che abbiamo inseguito fino a quel momento perda di sapore e che si schiuda una nuova realtà, un interesse nascosto, ma che si fa strada in modo prorompente…

Ammetto di aver iniziato a scrivere questo articolo e di essermi fermato qualche giorno non sapendo come andare avanti. Poi come da manuale, è arrivata la lettura adatta mentre ricercavo altro materiale. La risposta è arrivata studiando le basi dell’astrologia, approfondendo la conoscenza di C.G. Jung, degli archetipi e del pensiero analogico. Durante queste letture mi sono imbattuto nello studioso, filosofo e psicologo, James Hillman, fondatore della Psicologia degli Archetipi.

Hillman nel suo libro “Il codice dell’anima” scrive :

Ciascuna vita umana di giorno in giorno progredisce e regredisce, e noi vediamo svilupparsi svariate facoltà e le osserviamo decadere. E tuttavia l’immagine innata del nostro destino le contiene tutte nella compresenza di oggi ieri e domani. La nostra persona non è un processo o un evolversi. Noi siamo quell’immagine fondamentale, ed è l’immagine che si sviluppa, se mai lo fa. Come disse Picasso: «Io non mi evolvo. Io sono».

Tale, infatti, è la natura dell’immagine, di qualunque immagine. L’immagine è presente tutta in una volta. Quando guardiamo una faccia di fronte a noi, o una scena fuori dalla finestra o un quadro alla parete, noi vediamo un tutto, una Gestalt. Tutte le parti si presentano simultaneamente. Non c’è un pezzo che ne causa un altro o che lo precede nel tempo. Non ha importanza se il pittore ha inserito le macchie rosse per ultime o per prima, le striature grigie dopo un ripensamento o come struttura iniziale, o se magari esse sono segni residui di un’immagine precedente rimasti sulla tela: ciò che vediamo è esattamente ciò che c’è da vedere, tutto in una volta. E’ così anche per la faccia che ci sta di fronte: carnagione e lineamenti formano un’unica espressione, un’immagine sola, data tutta insieme. Lo stesso vale per l’immagine dentro la ghianda. Noi nasciamo con un carattere; che è dato; che è un dono, come nella fiaba, delle fate madrine al momento della nascita.

[...] Prima della nascita, l’anima di ciascuno di noi sceglie un’immagine o disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve un compagno che ci guidi quassù, un daimon, che unico e tipico nostro. Tuttavia, nel venire al mondo, dimentichiamo tutto questo e crediamo di essere venuti vuoti. E’ il daimon che ricorda il contenuto della nostra immagine, gli elementi del disegno prescelto, è lui dunque il portatore del nostro destino.

Alla maniera di Hillman, possiamo ipotizzare, che proprio tale, a volta “scomoda” impronta è l’impulso che ogni essere umano possiede per cercare di “formarsi” e “trasformarsi” attraverso questo processo di apprendimento che è la vita, la quale si compone delle nostre scelte. E’ il nostro daimon, secondo questa concezione, che ci indirizza nelle scelte importanti della vita. Diciamo che ci apre a prospettive diverse, sopite fino a poco prima.

Quello che trovo ancora più interessante è l’analogia tra il daimon e il carattere espresso nel nostro tema natale, ossia l’ oroscopo al momento del nostro primo respiro.

L’Astrologia, permette di scoprire come i principi primi o archetipi, rappresentati dai pianeti e la loro posizione nel cielo al momento di un qualsiasi evento, si esprimono in un individuo determinandone la personalità, le potenzialità, i limiti, la meta evolutiva. La posizione dei pianeti-miti nell’oroscopo crea il seme-impronta della nostra anima al momento della nascita.

Come scrive Thorwald Dethlefsen in”Destino come scelta” :

La costellazione rappresenta il compito dell’uomo, essa non è in se stessa nè buona nè cattiva, nè positiva nè negativa, e dall’uomo richiede semplicemente di essere trasferita nella realtà, perchè soltanto in questo modo può essere risolta.

E’ importante quindi imparare ad ascoltare il nostro daimon, in modo da poter trasferire nella realtà quello che ci vuole suggerire. L’astrologia, come scienza antica, è un valido aiuto per entrare in contatto con le nostre potenzialità. Un ottimo strumento per comprendere quali principi è bene imparare durante la nostra esistenza, è soddisfare il più possibile i propositi della nostra anima.

Potete approfondire l’argomento leggendo questo articolo

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Il corpo come portale

A un certo punto del lavoro su di sè, durante il quale ci si sforza di osservare le proprie emozioni e i propri pensieri, appuntandosi tutto ciò che riusciamo a notare del funzionamento del nostro apparato psicofisico fatto di carne, emozioni e pensieri; durante il quale ci si sforza di rimanere presenti sfruttando tutte le situazioni che ci creiamo per evolvere; durante il quale ci si sforza di non lamentarsi continuamente di tutto quello che ci capita, del tempo, delle bollette, della mancanza di lavoro, del governo, della suocera, proprio perchè siamo sempre più consapevoli che li stiamo creando noi; durante il quale ci si sforza di osservare la propria mente che giudica continuamente passando tra giusto e sbagliato e bello e brutto; ad un certo punto, dicevo, ci si rende conto (e questo è quello che posso sentire al momento) che esiste un unico portale attraverso il quale si può arrivare a un reale risveglio…il nostro corpo. E’ attraverso il corpo che risvegliamo il corpo, ossia poter iniziare ad utilizzare il nostro apparato psicofisico per i nostri scopi più elevati, abbandonando gli scopi della personalità votati alla sopravvivenza.

E si, perchè ciò che diventa chiaro e palese, è il fatto di non avere assolutamente libero arbitrio. Quante volte vi sarà capitato di prefiggervi qualcosa di importante da fare e di non esserci riuscito. Non sto parlando di qualcosa come portare il cane a fare i bisogni, sto parlando di iniziare un nuovo regime alimentare e di non portarlo avanti per più di tre giorni, iniziare a studiare per un esame importante e trovare sempre di meglio da fare, tentare di cambiare lavoro ma rimanere incollati alla sedia per il terrore di non trovare nulla di meglio. Non abbiamo libero arbitrio perchè siamo controllati dai nostri condizionamenti, dalle nostre paure, dalle nostre abitudini, e quindi dalla realtà che proiettiamo davanti a noi perchè è l’unica che conosciamo. Il nostro corpo diventa un proiettore, ma che proietta un film in cui siamo protagonisti inconsapevoli. Diventare consapevoli significa poter prendere decisioni importanti senza crearsi intoppi di ogni genere e specie. Diventare consapevoli significa iniziare a prefiggersi degli obiettivi elevati e riuscire a realizzarli. Diventare registi ed attori protagonisti del nostro film.

Quando inizio ad alimentarmi in maniera differente dalle mie abitudini, riuscirò sempre a crearmi situazioni che mi facciano deviare dai miei scopi. Succederà che qualcuno mi offrirà per la prima volta un pranzo od una cena, e non riuscirò a dire di no. E dopo che ho mangiato dovrò anche fare i conti con il mio senso di colpa. E se osservo bene, e penso al passato, vedrò di aver avuto veramente poche volte piena padronanza delle mie scelte. In queste occasioni è necessaria tutta la Presenza di cui siamo capaci, e per Presenza si intende un’osservazione intensa di quello che succede all’interno del nostro corpo e di ciò che proietta.

Come si esce da questa prigione?

Scaviamo un cunicolo che si dirige verso l’interno e non verso l’esterno. Evadere dalle mura di cinta è una chimera. Dobbiamo evadere attraverso il centro nevralgico del nostro apparato psicofisico, aprire il portale che si trova all’interno del Cuore. Solo attraverso l’AMORE per noi stessi possiamo evadere dalla prigione che noi stessi ci siamo creati. Prendiamoci cura del nostro corpo. Ma non per correggere dei difetti, bensì per migliorare sempre di più. Sforziamoci di prendere più tempo per noi stessi. Mettiamoci al servizio del nostro corpo come faremmo con un bambino. Lo laviamo, lo cambiamo, gli diamo da mangiare, lo culliamo e lo amiamo, ma intanto lo educhiamo e ci sforziamo di dargli una direzione.

La nostra salute parte prima di tutto dall’alimentazione. Una dieta sana, priva di tossine, ricca di vitamine e minerali, permette al nostro corpo di rigenerarsi. Un sangue pulito è veicolo di energia pulita. Ed energia pulita non può che far bene al nostro ambiente emotivo e mentale. E’ un circolo virtuoso nel quale possiamo donarci di entrare

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Il potere nelle nostre mani

La seconda implicazione che si può percepire iniziando a considerare il funzionamento del mondo al contrario è la possibilità di trattenere Potere al nostro interno. Più diventiamo consapevoli che ciò che accade all’esterno è provocato da ciò che il nostro subconscio produce, più evitiamo di essere in balia degli eventi esterni.

Immaginiamo una situazione che ci crei sofferenza. Una delle nostre reazioni inconsapevoli è quella di alzare gli occhi al cielo e chiedere perchè ci stà capitando tutto questo. Ci domandiamo cosa abbiamo fatto di male per meritarci quello che la vita ci sta mettendo di fronte. E’ evidente che in questo caso stiamo trasferendo Potere a quella situazione. Le diamo il Potere di farci soffrire.

La consapevolezza che la situazione esterna è stata creata dal nostro subconscio, per permetterci di superare una disfunzione al nostro interno, e quindi poter riconoscere il nemico per affrontarlo a viso aperto, ribalta le sorti della battaglia. Una volta smascherato il colpevole della nostra sofferenza possiamo portarlo alla luce del Sole per farlo sciogliere come un vampiro, che fino ad ora si era nutrito delle nostre energie.

L’evento esterno è quindi l’unico strumento che abbiamo per vedere ciò che non possiamo vedere al nostro interno. Diventa un aiutante nel nostro percorso di crescita.

La prossima volta che vi trovate di fronte ad una situazione che vi provochi sofferenza, puntate l’attenzione verso il vostro Cuore, rimanete in questo stato il più che potete. Osservate le reazioni del corpo, l’emozione presente nel Plesso Solare, i pensieri che solcano impazziti le onde delle vostre emozioni. Attraverso questo esercizio vi sforzate di rimanere Presenti all’emozione. Avrete la sensazione di avere la possibilità di controllare tutto ciò che avviene nel vostro apparato psicofisico, ma vi accorgerete di non avere abbastanza forza per cavalcarlo, o addirittura proverete un certo bisogno di mantenerlo vivo. In questo istante di consapevolezza capirete quanta energia sia stata sempre sperperata all’esterno e quanto sia necessario mantenerla all’interno per poter domare il cavallo imbizzarrito che rappresenta le nostre emozioni.

Se dopo questa esperienza, vi accorgete che sia necessario per voi iniziare un percorso che vi permetta di imparare a mantenere il potere al vostro interno, vi suggerisco di iniziare da questo libro: Officina Alkemica” di Salvatore Brizzi

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La nostra situazione di vita

Tutto ciò che si manifesta nella nostra realtà è il riflesso di quanto è presente a livello inconscio; quella parte dell’iceberg che è sommersa, ma che tiene a galla la parte emersa.

In questo articolo voglio parlarvi della prima implicazione.

La nostra attuale situazione di vita rispecchia ciò in cui crediamo veramente e non ciò in cui pensiamo di credere. Osservando la nostra realtà quotidiana possiamo renderci conto di ciò che effettivamente vogliamo a livello inconscio. L’ accettazione della realtà così com’è deriva proprio da questa consapevolezza. Se sono consapevole che ciò che si è manifestato intorno a me, è il risultato di ciò che voglio veramente, potrò utilizzare questa situazione come punto di partenza per il mio miglioramento, e non un finale al quale devo rassegnarmi.

L’attrito tra ciò che crediamo di volere e ciò che vogliamo veramente (ma di cui siamo inconsapevoli) spesso ci fa soffrire. Tale sofferenza viene percepita attraverso le emozioni negative che sperimentiamo tutti i giorni, le quali sono quindi un segnale che possiamo osservare. In questo modo possiamo trasformare un aspetto di noi che altrimenti non saremmo stati in grado di vedere.

Per utilizzare un’analogia, le emozioni sono l’odore che percepiamo quando nell’aria inizia a diffondersi del gas. A seguito di questo evento possiamo agire in diversi modi: scappando dalla porta, aprendo le finestre o cercando la falla dalla quale il gas è fuoriuscito. Nessuna di queste azioni è più giusta dell’altra. Agiremo semplicemente in base a ciò che abbiamo appreso durante il corso della nostra vita, ossia in base ai nostri condizionamenti inconsci.

Potete approfondire l’argomento leggendo il libro “Risvegliare la macchina biologica per utilizzarla come strumento magico” di Salvatore Brizzi. Un libro che ritengo fondamentale e chiarificatore, un vero e proprio amuleto da avere sempre con sè.

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La Realtà

Questo è il primo di una serie di articoli attraverso i quali  voglio sintetizzare ciò che ormai è stato scritto in decine di libri, divulgato in centinaia di seminari e ripetuto da migliaia di persone nella storia. E’ un mio modo di elaborare, semplificare e quindi condividere uno dei concetti più importanti per tutti coloro che abbiano la volontà di intraprendere un percorso di crescita personale, e penso possa essere un buon punto di partenza. Questi documenti sono un insieme di concetti acquisiti da letture e seminari,  accompagnati ad esempi empirici che ho elaborato osservando la mia realtà quotidiana.

Mi piace pensare alla realtà come ad un laboratorio a cielo aperto. Come vedremo è il nostro mezzo per comprendere quella parte sconosciuta di noi, costituita da consensi ed accordi interiori costruiti durante tutto l’arco della vita, e che ci fanno muovere nel mondo in una direzione piuttosto che in un’altra. Che ci fanno prendere determinate decisioni piuttosto che altre.

La realtà è però l’unico laboratorio che si modifica in base al risultato degli esperimenti che concludiamo al suo interno. La realtà che osserviamo è strettamente collegata a ciò che crediamo sia vero. Ciò che riusciamo a vedere di questa realtà è solo quella parte che si avvicina alla nostra visione della realtà stessa. Vedremo come l’osservazione della realtà ci permetterà di agire sui meccanismi che ci impediscono di modificarla

Siamo da sempre abituati a interpretare la realtà che ci circonda come qualcosa di dato, sulla quale il nostro potere è minimo. Spesso di sentiamo impotenti di fronte ai casi della vita e siamo sempre alla ricerca di una motivazione per ciò che ci accade. La maggior parte delle persone interpreta gli avvenimenti della vita come situazioni alla quale adattarsi e all’interno delle quali escogitare strategie per sopravvivere.

 Al contrario attraverso questi articoli voglio riportare le tesi a favore di un concetto complesso quanto affascinante, il cui significato può essere racchiuso in un’unica semplice frase: “Siamo i creatori della nostra realtà”. Quello che vi chiedo è di donarvi la possibilità di ribaltare la vostra visione del mondo. Guardare il mondo da una prospettiva opposta a quella dalla quale l’avete sempre considerata.

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